Lettera di Don Paolo Boumis, missionario romano fidei donum in Brasile.

Carissimi e carissime,

voglio oggi raccontarvi solo di cose belle successe in questi ultimi giorni: innanzitutto aiutatemi a dire grazie al Padre: oggi, 22 Maggio, festeggio i 40 anni della mia Prima Comunione. Una data che forse non sarà celebrata con manifestazioni pubbliche in tutto il mondo, ma che per la mia vita e per le persone con cui cerco di creare Comunione, è molto importante. Un cammino d’amore che iniziò quando ero un bambino e che Gesù non ha mai smesso di costruire, nonostante le mie miserie: “Canterò in eterno la tua fedeltà!”

Secondo motivo di festa: è una grande gioia per me farvi partecipi di una realizzazione bellissima, resa possibile grazie alla vostra generosità. Vi ricorderete che, nei mesi scorsi, vi avevo dato notizia di alcuni debiti rimessi ad una comunità agricola che non poteva far fronte alle bollette astronomiche di luce e acqua per l’irrigazione. Non vi avevo detto che, tra tanti debiti, il più pesante era il mutuo per l’acquisto della terra: circa 30.000 euro. In pratica, quando cinque anni fa fu erogato il finanziamento, le famiglie di allora usarono il denaro in modo irresponsabile, riempiendosi le case di elettrodomestici, per poi sparire e trasferirsi. Il contratto di vendita con il padrone della terra era, ovviamente, stato firmato, e le nuove famiglie, ignare e ingannate a proposito del fattaccio, subentrarono per lavorare in quei terreni trovandosi, però, a dover far fronte a questo debito. Non potevano rinunciare all’assegnazione delle case, ai progetti statali dall’ente per la riforma agraria, alla garanzia della residenza, del titolo di possesso della terra e delle attrezzature agricole. Però il problema del pagamento della terra, rimase a loro carico. Avendo pagato alcune rate con enormi sacrifici, fare un passo indietro sarebbe stata la fine di ogni speranza per una vita migliore. Grazie a Dio la Provvidenza provvede…: in seguito al ripetersi di anni di secca nella regione e, quindi, di fronte all’insolvibilità di quasi tutte le comunità rurali, lo stato è finalmente intervenuto, facilitando il pagamento delle ultime rate dei vari mutui. Alla fine lo sconto ha sfiorato quasi il 90%. Nel caso del nostro villaggio (che si chiama Lealdade, cioè lealtà!), la somma residua era di 4000 reais (circa 1170 euro). Pare poco per noi, ma per chi ha una rendita di 30 euro al mese non è così facile… Mi hanno chiesto aiuto ed ho promesso loro che avrei fatto il possibile, attingendo al piccolo fondo creato con le vostre offerte, ma ho chiesto che anche loro facessero la loro parte. Sono riusciti a racimolare più o meno il 15% della spesa. Il resto l’ho messo io e siamo andati trionfalmente in banca a pagare questa ultima rata. Ci siamo fatti le foto con la ricevuta e abbracciati a lungo: avevamo raggiunto la terra promessa. Ora, finalmente ci ubriacheremo insieme di latte e miele!

Altre buone notizie sono i 23 ragazzi e adulti che hanno fatto la Cresima, i 24 bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione, il gruppo scout che cresce e la preparazione della Missione popolare che va avanti. Il tutto condito con la Festa della Mamma (la più sentita dell’anno) che riunisce le famiglie e si produce in un’interminabile serie di canzoncine e poesie d’amore fatte dai bambini delle scuole.

Tra tanti piccoli in festa, una bambina, però, mi ha lasciato davvero pensieroso: non so il suo nome, né dove abiti. So soltanto che mi ha cercato, mi ha abbracciato forte e mi ha chiesto: “Padre, puoi comandare a Dio di far smettere i miei genitori che litigano sempre?”. “Da quando succede, piccola mia?”. “Da sempre, padre. Comanda a Dio che smettano, per favore…”

Dio non parla mai a vanvera, soprattutto quando lo fa attraverso i piccoli. Gesù ce lo ha insegnato e io ci credo fermamente. Se così non fosse, non vivrei qui con loro. Ma sentirmi spinto a comandare a Dio, con tanta convinzione e fiducia da parte di quella stellina, non mi era mai capitato. Allora, per fare onore alla parola datale, ho inviato a Dio un perentorio ordine di ascoltarla. Sono certo che mi obbedirà senza battere ciglio. In fondo lui ce lo ha promesso e permesso. Per favore: girate l’ordine a Dio anche a nome vostro. Non sta aspettando altro!

Un grande abbraccio.

Don Paolo